Masters 2017, i power rankings

Volete cinque nomi da puntare sul Masters 2017? Ve li darò. Ma ricordate che non ne ho mai beccato uno e che ad Augusta ultimamente si vive di sorprese: il successo di Danny Willett nel 2016 – un europeo non vinceva dal 1999 – è stata solo l’ultima di una catena di epiloghi inattesi.

Ecco i miei cinque nomi:

1. Jason Day: ritrovata la serenità e la “gioia di stare in campo” – ipse dixit – dopo i problemi di salute della mamma, l’australiano potrebbe essere il big poco accreditato che sorprende tutti.

2. Rory McIlroy: Augusta è la sua kryptonite, dopo aver quasi vinto nel 2011 il Masters per lui si è trasformato in sinonimo di beffa, tensione ed errori sul più bello. È l’unico major che gli manca, ha rivoluzionato la preparazione per vincerlo…

3. Hideki Matsuyama: per qualche mese è stato il giocatore più in forma, e migliore, del tour. Se quello smalto è rimasto, ha le doti per sorprendere tutti e imporsi al Masters.

4. Henrik Stenson: sembrava in calo ma il suo 2016 l’ha visto ritornare prepotentemente al top con vittorie pesanti e la consueta solidità nel gioco. È il suo turno ad Augusta?

5. Justin Rose: il campione olimpico in carica è anche campione di gioco pulito e solidità dal tee al green. Gira sempre attorno ai primi posti quando si tratta di tornei importanti – secondo ad Augusta nel 2015, terzo al Pga 2012, vincitore all’Us Open 2013 – prima o poi indosserà anche la giacca verde.

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