Che la mente sia con te, golfista

Inghiottita dall’erba cresciuta selvaggia sulla sponda del lago, la pallina non ha nemmeno fatto il suono frusciante che contraddistingue il cattivo tiro. A dire il vero, qualsiasi rumore, eccetto quello sordo del fairway colpito di netto, è un pessimo presagio. Di solito, a quel punto, si odono solo le sommesse imprecazioni del golfista maldestro. Ma la “mia buca 9”, quella del Monteveglio Golf Club, assomiglia più a un esame di vita. Ogni volta ripetuto, anche se superato, perché ogni giro – e quindi ogni colpo – fanno storia a sé. Alla buca 9 del Monteveglio, l’umanità si separa in due grandi gruppi: i coraggiosi, che vanno sempre all’attacco e non si curano se sbaglieranno perché tanto si può sbagliare anche stando prudenti – la citazione è per il grande Arnold Palmer, il più solenne interprete di questa teoria, scomparso domenica scorsa – e i conservatori, capaci di calcolare al meglio l’entità del rischio per compiere la scelta meno pericolosa possibile. Read More