Non è un golf per vecchi (e ricchi)

Non sono il primo a dirlo, ma mi accodo volentieri: sfatiamo il mito – mito? direi maldicenza – secondo il quale il golf è uno sport “per vecchi e per ricchi”. Intanto, anche nel mio piccolo circolo di provincia è un piacere vedere una decina di piccoli (under 12) divertirsi in campo e pure in campo pratica. Dieci non sono pochi. Inoltre, con il grande mercato dell’usato e la possibilità di cercare attrezzatura online, non è vero che servono migliaia di euro per potersi avvicinare al golf. Facciamo il conto:

Set di bastoni (dal ferro 4 o 5 al pitch) usati in ottime condizioni: 200 euro

Un metal wood usato in ottime condizioni: 50 euro

Un putter: 50 euro

Sacca (usata): 50 euro

Scarpe (nuove): 80 euro

Palle: 10 euro

Guanto: 10 euro

Totale 450 euro per materiale che durerà anni, se conservato bene.

A questa cifra, aggiungete un “avvicinamento al golf”. Chiaramente nessuno nasce imparato, all’inizio cinque o dieci lezioni con un maestro è bene farle e l’opzione migliore è rivolgersi a un circolo: ormai tutti creano “pacchetti” ad hoc per principianti, con l’intento di avvicinare la gente a questo sport (e al circolo). Esistono pacchetti da un centinaio di euro che prevedono le lezioni, l’accesso al campo pratica e ovviamente le palle per allenarsi. Insomma, con 550/600 euro non solo si comincia, ma si impara e ci si dota di una attrezzatura valida per gli anni a seguire. Non è affatto un prezzo inaccessibile, specialmente se parametrato – ad esempio – al costo di palestre e fitness club.

Con una differenza: si sta all’aria aperta ed è molto più divertente.

Ora la seconda obiezione, lo sport per vecchi. A mio parere, le cose stanno così: è ANCHE uno sport per persone meno giovani, perché ci sono 80enni che avranno perso potenza ed elasticità ma sul campo la spiegano ancora con la tecnica, la precisione e l’esperienza. Ma come si può intuire anche guardando i pro, la forma fisica e l’allenamento sono una componente fondamentale del gioco. Per gli amatori, non importa fare sedute di pesi per fare più distanza. Basti sapere che mediamente in un percorso di 18 buche si percorrono oltre 6 chilometri in tre ore – quelli più scarsi, tipo me, che sparano la palla un po’ ovunque, ne percorrono molti di più… – ai quali si aggiunge la mezzora di riscaldamento e il movimento per ogni colpo. Senza il rischio di qualche disastroso “contatto di gioco”. Gli smartphone oggi danno ogni informazione anche sulla salute, i passi fatti, i chilometri percorsi: tenetelo in sacca, andate in campo e provate. A fine giro, vedrete quanta attività avete fatto. E allora: esiste un modo più divertente per tenersi in forma?

8 comments

  1. capvalla · marzo 7, 2016

    “E allora: esiste un modo più divertente per tenersi in forma?”,si,skateare.

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  2. gongon2 · marzo 7, 2016

    Non sono pienamente d’accordo con lei. E’ vero si che il golf può non essere più caro di altri sport, ma questo non significa che sia uno sport alla portata di tutti, e mi riferisco in particolare alla situazione italiana.
    Capisco che molti del settore un pò per passione, ma molto per tentare di ampliare il bacino di utenza per un ritorno personale cerchino di sdoganare questo pregiudizio diffuso, ma la realtà è purtroppo diversa.
    Pratico questo meraviglioso sport da circa 6 anni e posso confermare che per iniziare e se ci si ‘accontenta’, le spese che lei ha snocciolato possono anche starci. Per iniziare.
    Una volta entrati nel tunnel ( il golf è più o meno una droga, però iniziano i dolori.
    Tessera Federale : 80€ / anno;
    Iscrizione in un circolo 18 buche di livello medio/basso : 1400/1500 € / anno, se si è fortunati..
    Se sei un giocatore che tieni al tuo gioco, e vuoi migliorare il tuo handicap, sei costretto a fare gare (questo accade solo in Italia, se non erro), dove una gara costa mediamente dai 15€ a 20€ se sei socio del circolo. Se non sei socio del circolo devi pagare anche il greenfee, che, nei giorni festivi, parte da un minimo di 50€ (campi di medio/basso livello) per salire fino a cifre che nei circoli più lussuosi possono anche superare i 200€.
    Facendo un calcolo spannometrico, per un praticante ‘medio’ che ha già tutta l’attrezzatura, che pratichi diciamo almeno una volta la settimana, facendo riferimento alla mia esperienza personale, la spesa annua si aggira attorno ai 1800/2000€. Non proprio pochi..
    L’Italia haime non è il Regno Unito.

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    • Daniele Labanti · marzo 7, 2016

      la ringrazio per il commento, del tema ‘costo dei green fee’ avevo già intenzione di occuparmi presto

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  3. Massimo · marzo 7, 2016

    Senza polemizzare e considerando corretto tutto quanto finora scritto vorrei sottolineare come la competizione si paga anche al tennis con l’iscrizione al torneo…stesso discorso per le gare ciclistiche e di podismo. Poi non è obbligatorio giocare in circoli che non siano quello cui si è iscritti.
    Inoltre ci sono tornei in cui il greenfee, gara compresa, è di 25 euro in circoli di grande prestigio (vedasi quelli organizzati dal circolo colonnetti a torino)…
    Basta informarsi bene e saper scegliere…

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    • gongon2 · marzo 8, 2016

      Salve Massimo, gara + greenfee a 25€ francamente non ne ho mai trovate. Nella mia zona (Veneto/Lombardia) Il minimo che si riesce a trovare è 50€ tutto compreso, molte volte per gare che si disputano in giorni feriali, quindi non sempre accessibili. E’ vero anche che non è obbligatorio giocare su altri campi, ma confrontarsi con percorsi nuovi credo sia uno degli aspetti più affascinanti di questo sport, è un pò come se un ciclista corresse sempre attorno al proprio quartiere ecco..
      La cosa invece che trovo più fastidiosa, è quella di dover per forza partecipare a gare di circolo, e quindi pagare, per aggiornare il proprio handicap, quando basterebbe registrare lo score ad ogni giro di campo come si fa in US o in GB. Tra l’altro, correggetemi se sbaglio, le nuove regole federali dicono che se non si partecipa ad almeno 4 gare singole in un anno la Federazione ti disattiva l’handicap..

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  4. Daniele Labanti · marzo 8, 2016

    La discussione è molto interessante, vi ringrazio per i commenti. Avevo già intenzione di affrontare il tema dei green fee: il raffronto con i paesi anglosassoni è impietoso e mi aspetto che qualcosa venga fatto dalla Federazioni da qui alla Ryder Cup. C’è il tempo per migliorare la questione dei prezzi – o almeno la percezione che si ha di essi (approfondiremo…). Io, giocando gran parte delle gare al mio circolo, non vivo il golf come un ‘peso’ economico. E credo che la gara, al di là delle esigenze di handicap (mi informerò sulle pieghe della nuova normativa), sia parte del divertimento più che un obbligo. Ma capisco anche le obiezioni di chi ama girare l’Italia e provare nuovi campi.

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    • gongon2 · marzo 8, 2016

      Seguirò questo blog allora 😉
      Concordo con lei che la gara dovrebbe essere un divertimento. Dico dovrebbe perché per chi come me ha famiglia e diversi impegni di lavoro, i tempi sono piuttosto ristretti e le gare spesso diventano un’agonia di 5/6 ore, più o meno il doppio del tempo che impiego a fare 18 buche con gli amici fuori gara, dove peraltro il divertimento è massimo. Vincere un caffè o un aperitivo, non ha prezzo…
      Ma sto andando fuori tema, questi potrebbero essere argomenti interessanti per future discussioni.
      Un saluto!

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      • Daniele Labanti · marzo 8, 2016

        Grazie. Sicuramente la gara con gli amici rimane il divertimento migliore, credo per tutti..

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